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Palinuro, la bellezza del Cilento

Palinuro

Photo by Cédric Dasesson

Storia, mito e natura

“Da queste parole vengono rimossi gli affanni e per un poco è scacciato il dolore dal triste cuore: si rallegra Palinuro per il nome dato alla terra”

“Palinuro… Là dove incantava già gli antichi greci” 

Palinuro, perla del Parco Nazionale del Cilento, ogni anno attira turisti e visitatori da tutto il mondo.

Il paese – frazione del comune di Centola (SA) – si estende su una piccola penisola del promontorio conosciuto come Capo Palinuro, non molto lontano dalle foci di due fiumi, il Lambro e il Mingardo. È famoso, famosissimo per le bellezze paesaggistiche, come le grotte marine, per la sua storia, le sue leggende mitiche, e per la buona cucina.

Partiamo dal mito.

Palinuro, il nocchiero di Enea.

Varie leggende avvolgono la terra del Cilento. La più famosa è quella narrata da Virgilio nell’Eneide, in cui si racconta che Palinuro era il nocchiero di Enea. Vinto dal sonno, cadde in mare e, dopo tre giorni in balia del Noto, approdò sulle coste italiche. Qui, tuttavia, fu catturato dagli indigeni, ucciso e il suo corpo abbandonato in mare. In seguito ad eventi prodigiosi, i suoi assassini erigeranno un sepolcro per onorare la sua memoria, e da quel momento quel luogo porterà sempre il nome Palinuro.

La storia d’amore tra Camerota e Palinuro

Un’altra leggenda unisce Palinuro e il comune confinante, Camerota. Narra di una bellissima fanciulla, di nome Kamaratòn, che abitava lungo le coste cilentane. Palinuro, avendola vista nuotare una notte, se ne innamorò follemente e la chiese in sposa. Respinto con brutalità e freddezza, e consumato dal dolore, il mitico nocchiero invocò il dio Sonno, implorandolo di porre fine alle sue sofferenze. Indignata per il comportamento della bella giovane, la dea dell’amore Afrodite decise di punirla, trasformandola in roccia (il promontorio dove oggi sorge la cittadina di Camerota) e condannandola a guardare per l’eternità il suo amante respinto. Così i due giovani, Camerota e Palinuro, restano lì affacciati sul mare, vicini, ma non tanto da potersi toccare, divisi da una lunga spiaggia, che simboleggia la strada di un amore perduto.

Innumerevoli altri miti riguardano queste terre. Molti, infatti, narrano che in tempi antichi le grotte di Palinuro fossero abitate dai ciclopi, e che il promontorio della Molpa fosse in realtà la dimora della sirena Molpé.

Il paesaggio: spiagge, grotte e il mare blu

Tralasciamo il mito, per parlare delle (tantissime) bellezze naturali presenti sul territorio palinurese. Partendo dalla foce del fiume Mingardo, troviamo un caratteristico porticciolo, da cui partono le caratteristiche gite alle grotte. Ed ecco che arriviamo alla spiaggia dell’Arco Naturale, famosa per l’arco da cui appunto prende il nome, una maestosa costruzione rocciosa che racchiude una caletta incontaminata. Proprio questa spiaggia è stata scelta come location per vari film, tra cui “Gli Argonauti”. Subito dopo si approda alla Spiaggia della Marinella, posta proprio accanto la foce del fiume Lambro, e poi alla Baia del Buondormire, chiamata così per la felice posizione riparata e tranquilla. Proprio di fronte alla baia sorge lo Scoglio del coniglio, la cui forma ricorda proprio quella di un coniglio a riposo. Il tutto è circondato dalle acque cristalline della baia.

Ed eccoci vicini delle grotte marine: iniziamo con la Grotta dei monaci, denominata così per delle curiose formazioni stalagmitiche che ricordano dei monaci incappucciati; poi c’è la Grotta sulfurea nella cosiddetta Cala fetente, in cui le pareti rocciose sprigionano vapori sulfurei. Più avanti incontriamo la Punta Spartivento e la Punta Mammone, con la caratteristica Grotta d’Argento, dove l’acqua assume una colorazione azzurra, quasi metallica. Un’altra grotta da ricordare è la Grotta del Sangue, in cui la presenza di ferro conferisce alle rocce un caratteristico colore rossastro. Infine, arriviamo alla grotta più famosa e particolare della costa cilentana, la Grotta Azzurra: qui l’attenzione dei turisti viene catturata da uno spettacolare effetto di rifrazione che dona all’acqua un magnifico colore azzurro, dovuto alla luce del sole che filtra all’interno della cavità da un cunicolo situato a 8 metri di profondità. Uno spettacolo incredibile! Più avanti, al porto della città di Palinuro, vi è l’acqua che – al contrario di quanto si possa pensare – è limpida e cristallina.

Un luogo insomma dalle mille bellezze e dalla storia incantevole e millenaria che lo avvolge.

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